Il credito del vettore oltre il mittente
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Nel trasporto di merci su strada, uno dei problemi più frequenti e delicati è il recupero del corrispettivo da parte del vettore quando il mittente non paga, pur avendo il destinatario tratto il vantaggio economico principale dalla consegna della merce.
In questo contesto, assume crescente rilievo un orientamento della giurisprudenza di legittimità che tende a leggere il contratto di trasporto come contratto a favore del terzo, collocando il destinatario non più come semplice beneficiario “di fatto”, ma come centro di interessi giuridicamente rilevante all’interno dell’assetto negoziale.
Nel modello del contratto a favore di terzo, lo stipulante e il promittente convengono che la prestazione sia eseguita direttamente in favore di un soggetto estraneo al contratto, il quale diventa titolare del diritto di pretenderne l’adempimento.
In chiave trasportistica, mittente e vettore stipulano il contratto, ma è il destinatario a beneficiare concretamente della consegna e ad essere progressivamente valorizzato come terzo “protetto” dal programma contrattuale.
Questa impostazione, combinata con la tradizionale ampiezza delle legittimazioni nel trasporto di cose (titolare del documento di trasporto, proprietario della merce, altri soggetti coinvolti nella filiera), consente di ripensare le strategie di recupero del credito del vettore: non più ancorate in via esclusiva al rapporto con il mittente, ma aperte – in presenza di idonei presupposti documentali – anche all’azione nei confronti del destinatario quale terzo beneficiario della prestazione.
Ne deriva uno spazio argomentativo nuovo, che, come chiarito dalla Suprema Corte ad ottobre 2025, permette di far emergere il destinatario come “polo economico forte” dell’operazione e, in taluni casi, di indirizzare verso di lui le iniziative giudiziarie del vettore, soprattutto quando la documentazione (lettere di vettura, documenti di trasporto) evidenzi un suo ruolo strutturale nella gestione della spedizione.
In questo quadro evolutivo, lo Studio Legale Associato Palombi, specializzato tra l'altro, nel diritto dei trasporti e attento alla tutela delle aziende operanti nel settore del trasporto su strada, ancor prima della pronuncia di ottobre 2025, è da tempo attivo nello sviluppo e nella valorizzazione di questa particolare forma di tutela giudiziaria del credito del vettore.


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